La scuderia che la Formula Uno ha “snobbato”: una storia di…perseveranza!

Nel circus della Formula 1 ve ne sono tante di squadre che sono state delle meteore. Ecco la storia di un team unico nel suo genere.

Arrivare a correre nella massima competizione del Motorsport, tra Ferrari, McLaren e altri top team, rappresenta un sogno anche per i costruttori. Non a caso, negli ultimi anni, da Aston Martin ad Audi (debutto previsto nel 2026) hanno fatto a gara, nella stanza dei bottoni, per accaparrarsi un posto in griglia. Vi sono anche stati clamorosi rifiuti come quello ad Andretti, nonostante una lunga tradizione alle spalle.

La scuderia che la Formula Uno ha “snobbato
Un team snobbato in Formula 1 (Ansa) biorace.it

Tra le tante squadra che, senza successo, hanno provato a partecipare al campionato mondiale di Formula 1 c’è anche la Stefan Grand Prix. Il team serbo si è fatto avanti nel 2010 e al successivo bando indetto dalla FIA nel campionato 2015 o 2016. La scuderia è stata creata, nel 2009, dall’ingegnere serbo Zoran Stefanović al solo scopo di diventare la prima squadra serba di Formula 1. Il fondatore Stefanović aveva già in passato provato ad entrare nel classe regina del Motorsport, nel 1998, acquistando il materiale della MasterCard Lola.

Nel 2009 la Federazione Internazionale dell’Automobile aprì un bando per allargare il numero dei team. Ad oggi in griglia vi sono solo 10 squadre, ma con ancora Bernie Ecclestone a comandare il circus, l’obiettivo era arrivare a 13. La Campos Grand Prix, il Team US F1, la Virgin Racing ebbero l’ok. L’ingegnere serbo, nonostante il rifiuto, non perse le speranza e cominciò una accesa diatriba con la FIA. Quest’ultima aveva respinto la scuderia perché non aveva scelto quale fornitore di motori la Cosworth.

Il caso della Stefan Grand Prix

Il rifiuto al team serbo divenne un caso diplomatico che arrivò all’attenzione della Commissione europea. Emerse come la Virgin Racing, Campos e USF1 avrebbero fatto appello a strutture esterne, mentre la realizzazione delle monoposto dello Stefan Grand Prix, avendo il supporto della compagnia serba AMCO, sarebbe stata fatta in casa. Al riguardo anche la Prodrive, anch’essa capace di costruire in proprio la vettura, si fece avanti. Date una occhiata alla bordata di Max Verstappen ad Hamilton.

Nel circus della Formula 1 ve ne sono tante di squadre che sono state delle meteore
Ecco la storia di un team unico nel suo genere Ansa) biorace.it

Non ci fu nulla da fare. L’ok arrivò poi a Lotus e Sauber, ma non alla scuderia serba. Si erano anche ritirate BMW e Toyota. Proprio la dipartita della squadra giapponese garantì a Stefan la possibilità di comprare l’auto 2010 (la TF110) e parte della struttura tecnica.

Nonostante il rifiuto, il serbo mandò il materiale al Circuito di Sakhir, dove si corse il primo GP della stagione 2010, per scendere in pista. Addirittura erano programmati già i primi test prestagionali. Le prove in Portogallo non furono effettuate per l’impossibilità di ottenere una fornitura di gomme da parte della Bridgestone.

Non essendo iscritto al campionato le monoposto rimasero senza le gomme ufficiali della competizione. In seguito il numero limite di squadre scese a 12, chiudendo ogni spiraglio al team serbo. A quel punto l’ing. chiuse anche la partnership con Toyota. Stefanović provò a sfruttare il clamoroso cambio di regolamento con il passaggio ai motori ibridi per avere una nuova chance. Anche questo secondo tentativo fallì miseramente.

Nel 2017 Stefanović dichiarò di aver chiuso un affare per la creazione di una nuova squadra, in Italia. Il programma era quello di costituire un team a Parma. La volontà, stavolta, era quella di entrare nel campionato prima del 2020, ma la FIA non ha trovato una giustificazione per avere una squadra che non sarebbe risultata competitiva. Stessa spiegazione è giunta, qualche settimana fa, anche negli Stati Uniti al campione del mondo Mario Andretti.

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